“MAMMA, VEDIAMO SE LO SAI: CHE COS’è QUESTO???”

(sottotitolo del post intuibile dal tono con cui è stata posta la domanda: “…tu che dici di sapere tutto…” )

Ha esordito così il piccolo, mostrandomi il foglio con il disegno qui sopra e la sua faccia da schiaffi, con tanto di ghigno e sopracciglia alzate…

Ed io, assorta nella mia nuova occupazione preferita di accensione della stufa, non ho potuto che rispondere: “E CHE EEEEEEEEEE’?????”

Al che, prima risolini e incoraggiamenti (come a scuola): “e dai, mamma, è FACILIIIIISSIMO…!” “dai Cri’ sto accendendo la stufa, non lo so, ades…” E qui neanche ho finito di parlare che partono grida di sdegno (shame-on-me) e scherno: “ahhhhh! Emaaaaa, la mamma ha detto che non lo saaaaaa!!!!”

Grave e preoccupato arriva anche il grande (al che mi comincio a preoccupare anch’io): “Come N-O-N  L-O  S-A????? Mamma, te prego!” E ormai quasi pietosi verso l’imbecillità di questa genitrice inutile, mi fanno in coro: “I DONI DELLA MORTE!”

“..Azz! Mantello, Bacchetta e Pietra…è vero!!!!!” faccio, illuminata d’un tratto, cercando di mostrare loro che non sono proprio un buco nero (e pensando altresì che ho creato dei mostri)…ma ormai il danno è fatto e capisco che per oggi ho perso davvero un sacco di punti di fronte a un nano malefico di quasi 8 anni e a un preadolescente anticipatario di 10, quando sento Ema che si allontana dicendo al fratello: ” …e diceva che era la più grande fan di Harry Potter!”  

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Ma un’AZIONE MALDESTRA…potrà fugare un PENSIERO TARLATO?

Quando ero piccola..un po’ più di adesso intendo, nei pomeriggi piovosi e invernali proprio come questo di oggi, nella mia vecchia casa di Roma si spagerva un piacevole calore di forno e pian piano prendeva corpo un gustoso profumino di…mmhmm di buono, sì, di qualcosa di veramente goloso. E alla sera a tavola si scopriva che erano le mitiche FRITTATINE ripiene e FINOCCHI gratinati.

Siccome queste erano le cene invernali della mia nonna e siccome proprio ieri sera mi era venuto un pensiero “tarlato” (insieme a un reflusso gastroesofageo di nostalgia, dovuto al fatto che tra un po’ partiranno i preparativi per Natale…e io non so se sono preparata “ai preparativi”)…allora ho deciso di fugare il suddetto pensiero tarlato passando all’azione maldestra.

Ebbene questo, prima di passare all’ultima infornata, è il risultato:

 

 

 

 

 

Ieri sera dunque rimuginavo sul fatto che la cosa più importante che mi ha lasciato mia nonna sono i suoi insegnamenti, il punto è: li avrò imparati???? Per quanto riguarda le FRITTATINE ripiene e  i FINOCCHI gratinati, pare di sì…se qualcuno si vuole cimentare vado a proporvi la ricetta … che è circa per 4 persone (le quantità, come da antica tradizione delle nonne, è sempre di quelle “a occhio” e a seconda della FAME dei commensali…i miei ce n’hanno TANTA!)

Per le frittatine: Sbattete 6 uova come per fare una frittata, salate un po’; riscaldate una padellina, la più piccola che avete con un po’ di olio…quando è bella calda versate due/tre cucchiai del composto e con un mestolino di legno aiutatevi per formare la frittatina…in pochi secondi è pronta e ripetete fino alla fine del composto, ogni tanto riaggiungete una goccetta d’olio nella padella (dovreste avere alla fine 10/11 frittatine…se pensate che siano poche, basterà aggiungere uova e procedere come sopra!!!!); adesso non dovrete far altro che farcirle con un fetta di mortadella (o prosciutto cotto) e del formaggio, ripiegarle a metà e riporle in una teglia da forno. Quando sono tutte pronte spolverate con parmigiano e mettete qualche fiocchetto di burro.

Per i finocchi: Una volta lavati e tagliati, i finocchi vanno prelessati ( non tanto cotti, però! La nonna direbbe “Hanno da restà CROGNOLETTE…”); a questo punto li scolate e li mettete in un’altra teglia da forno, salate, oliate e, se vi piace, pepate un pochino; anche qui spolverata finale di parmigiano e fiocchetti di burro.

Infornate il tutto a 180° per una decina di minuti (il tempo che si squaglia il ripieno delle frittatine…slurp!) …et voilà: servita una deliziosa cenetta invernale dal buonissimo sapore dell’infanzia (che, con una nonna come la mia, è stata davvero felice!!!!!)

A volte sento…

non sempre

ma a volte sento

nel vento forte e fresco dell’alfina

che spettina i capelli fino a sentire freddo

una strana sintonia

-malinconia cretina? –

mentre cammino e guardo sgretolarsi l’orizzonte.

E’ come un’ emozione

troppo vecchia per ricordarne il nome

troppo antica per capire in che lingua parla

ma so che la conosco profondamente

solo questo so,

nient’altro, niente.

OGGI PENSIAMO AI PICCOLI…

E’ arrivata la stagione fredda, si trascorrono le domenicahe in casa…magari davanti a un camino…e allora, anzichè vegetare davanti alla TV: leggiamo insieme ai nostri piccoli!!!!! Qualche idea, tra classici e novità…


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Nell’anno del Signore 2012…


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Eh già, credo proprio che l’anno 2012, per quanto non credo proprio che finirà il mondo così come da previsione Maya (anche perchè…diceva quello, se erano stati così bravi a prevedere catastrofi, com’è mai che non hanno previsto e quindi fermato, la loro estinzione per mano dei conquistadores?????), tuttavia credo che sarà un’annata “RICORDATORA”, come si dice qui da noi! Un’annata, cioè, di quelle che si ricorderanno per molto tempo a venire, di cui si racconterà ancora e ancora.

E’ partita in inverno con la tempesta di neve (e per noi di casa è stata anche la tempesta che ci ha portato via l’infanzia, la gioventù, la nostra storia del passato, le nostre radici profonde); una tempesta durata  30 ore, che ci ha coperti sotto quasi 80 cm di neve…

Ha continuato con un’estate siccitosa e calda come non se ne vedevano da decenni, superando in durata e calore quella famosa del 2003…

L’autunno ci ha coperti di fango…sono arrivate le sue piogge: 40 ore di pioggia ininterrotte, i fiumi, i torrenti, la terra non ce l’hanno fatta: erano circa 200 anni che nella nostra terra orvietana non si verificava un evento alluvionale del genere…

Forse ha ragione Luca Mercalli…la cosa più saggia che possiamo fare è sederci un attimo, prendere del tempo e anche magari un bel respiro e insieme ai nostri cari, alla gente del nostro paese, del nostro quartiere iniziare a pianificare un “ATTERRAGGIO MORBIDO”, secondo la metafora che lui usa nel suo libro “Prepariamoci”… Ieri si chiacchierava on line con alcuni amici: tante crisi tutte in contemporanea (clima, economia, rifiuti, ambiente…), forse ci si deve fermare un po’ anzichè continuare a correre verso il burrone, di strade ce ne sono tante MA SIAMO PRONTI A METTERCI IN DISCUSSIONE????? Mi sa che il punto è tutto lì…

Spero si apra qui sul blog  una discussione…approverò tutti gli interventi (trannne quelli con bestemmie o parolacce gratuite!).