La Poesia del Cappuccino

Già mentre sto arrivando

dal buio invernale della mia vita in collina

ti vedo sei di spalle, Nina,

(e metti su la tazza grande o quella piccola)

che ormai riconosci dai fari dell’auto l’avventore.

Per me, lo sai, è cappuccio e cornetto

e un minuto o due, forse anche tre, ma non di più,

con te che ti alzi e lavori a queste ore.

…guardi in su…

– Oggi Giove?

– Sì, Giove…

– Due euro.

– Ciao. Scappo: fuori c’è nebbia e forse piove.

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AL MARE DI MIO NON C’ERA NIENTE

Il mare niente trattiene per se
di quello che non gli appartiene.
L’ho potuto osservare a volte
passeggiando sulle spiagge romane
di primo pomeriggio,
quando già il sole restituisce
agli occhi un giallo scuro
e il futuro non sembra poi così malvagio
come quando sei a casa.
E così, gentilmente posati sulla battigia, puoi ritrovare
gli inutili oggetti smarriti che non gli appartengono (e che non vuole)
e te li mostra, se per caso ne scovassi alcuno
da riprendere malinconicamente con te.
– io ho guardato bene, ma al mare, di mio, non c’era niente –